2.2 Breve descrizione dell'applicativo Toolbook 4.0
 

Toolbook è un ambiente di sviluppo, utilizzato per la creazione di programmi in ambiente WINDOWS. Un'applicazione creata con Toolbook ha tutte le funzionalità di un'applicazione WINDOWS, ossia un'interfaccia utente di tipo grafico, una programmazione guidata dagli eventi, la possibilità di interagire con altri programmi WINDOWS.

Tipiche applicazioni realizzabili in modo efficiente sono:

Le informazioni da comunicare all'utilizzatore vengono rappresentate in maniera grafica, garantendo maggiore comprensibilità rispetto al semplice testo. Inoltre è possibile inserire una grande quantità di colori, disegni, immagini, suoni, filmati, semplici animazioni.
 
 
Toolbook mette a disposizione un ambiente interattivo per la creazione e l'esecuzione delle applicazioni. Le applicazioni create comunicano solo con Toolbook. Toolbook si occupa di comunicare con WINDOWS per realizzare ciò che è richiesto, come, ad esempio visualizzare un elemento sullo schermo o determinare il click del mouse o la pressione di un tasto sulla tastiera. Ne segue che l'utilizzatore dell'applicativo creato dovrà sempre utilizzare Toolbook per eseguirlo.
Toolbook utilizza la metafora del libro come base delle applicazioni. Come un libro stampato, ogni documento creato è suddiviso in pagine.

Le pagine vengono visualizzate in finestre chiamate viewer e sono formate da un insieme di oggetti. E' possibile posizionare degli oggetti sul background, che è comune a diverse pagine.

 Ad ogni oggetto può essere associato un comportamento. Per definire come un oggetto si comporta è necessario scrivere un programma nel linguaggio object oriented di Toolbook chiamato OpenScript. Ad esempio, per definire un bottone che collega una pagina ad un'altra pagina del libro, bisognerà scrivere un programma da associare al bottone, e tale programma verrà eseguito quando l'utente premerà il bottone.
Analogamente a ciò che accade con WINDOWS, con Toolbook il programma è guidato dagli eventi, quindi le azioni dell'utente controllano il flusso del programma. Tutto ciò che l'utente fa (pressione di un bottone, inserimento di testo in un campo, scelta di un item di un menu, ecc.) è un evento. Toolbook si preoccupa di tradurre gli eventi in messaggi e di inviarli agli oggetti per notificare l'accadimento dell'evento. Per esempio, se l'utente preme un bottone, Toolbook manda un messaggio a quel bottone indicandogli che è stato premuto.
 


Per stabilire la reazione degli oggetti ad un particolare evento, viene fissato un filtro di messaggi, detto handler che consente di discriminare tra i vari messaggi. A questo viene associata una sequenza di comandi nel linguaggio OpenScript che consente di rispondere a un particolare messaggio.
 
 
Fra i vari oggetti esiste anche una sorta di gerarchia. Ad esempio, un bottone ha come parente la pagina in cui è contenuto, che a sua volta ha come parente il suo sfondo. Tutti gli oggetti creabili hanno come parente comune principale Toolbook. Quando un messaggio viene man-dato a un oggetto, questo viene passato anche a tutti i parenti dell'oggetto stesso. Quindi, se un oggetto non ha un filtro per tale messaggio, questo passa da oggetto a oggetto finché non trova un handler. Questa caratteristica permette di scrivere handler che rispondono a uno stesso evento anche se generato da oggetti diversi, consentendo in tal modo di risparmiare tempo, guadagnare in efficienza e soprattutto facilitare la manutenzione dell'applicativo. 

Toolbook mette a disposizione un insieme di oggetti standard quali bottoni, aree di testo, liste, selettori, menu, oggetti grafici. Oltre a questi è possibile inserire vari formati di immagini, suoni e filmati. Una caratteristica molto importante di Toolbook è la possibilità di inserire oggetti creati con l'ausilio di altri applicativi, quali, ad esempio, Word, Excel, Paint. Quando si vuole modificare o eseguire un oggetto di tale tipo, Toolbook lancia automaticamente l'applicativo con cui è stato creato l'oggetto. In più, oggetti di questo tipo possono essere inseriti con il metodo DDE (Dynamic Data Exchange), un particolare protocollo di comunicazione tra applicazioni WINDOWS che consente di mantenere sempre aggiornato un oggetto. Ad esempio, avendo inserito una tabella creata con Excel con metodo DDE, se tale tabella viene modificata in Excel, viene automaticamente aggiornata anche la copia contenuta in Toolbook.

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